Il caso del cadavere sanguinante

di Anna Fraddosio Commenta

Nella storia dello spiritismo, tanti sono i racconti di corpi senza vita, che si rianimano solo per poter vendicarsi o confessare il nome del proprio assassino, e molti sono i casi dove si scopre che queste storie sono una menzogna creata da una fantasia fervida. Come ben sappiamo però nel mondo del paranormale tutto è possibile, e purtroppo nessuno può dare prove certe di ciò che ha realmente visto, è anche vero, che la mente umana, sottoposta a stress o paura crea illusioni talmente vivide che sembrerebbero reali ma non lo sono. Quindi alla fine sta a noi decidere, secondo le nostre conoscenze ciò che è reale o meno, non avendo però la sicura certezza.
Il caso che sto per raccontarvi fa parte di queste storie un po’ inverosimili, che però non si può dar per scontato siano una fantasia.

Nel 1690 quando il giudice Sir. John Mainard morì, nel suo studio trovarono moltissimi documenti dei sui casi, ma uno dette all’occhio più di tutti, il cui caso narrava di una donna morta trucidata che incolpa i suoi assassini.

L’intero documento venne riportato per intero nel Luglio 1851 sulla rivista “The Gentleman” su iniziativa di un certo avvocato Hunt, sulla rivista venne riportato un titolo che portava i lettori a far capire che il caso era una pura fantasia, ovvero, “Un singolare caso di superstizione”.

Tutto era iniziato durante un processo nel 1629 all’assise di Hereford nell’Herefordshire, quindi ben sessant’anni prima della morte del giudice Mainard. Il resoconto steso al processo ha non ben poche mancanze e interrogativi, che fa ancora di più pensare ad una storia fasulla, infatti mancano nomi e date precise.

Fatto sta che dal resoconto si evince che: fra i coniugi Arthur e Joan Norkot, si era venuta a creare una tensione altissima, dovuta al fatto che lui sospettava lei di infedeltà. Il giudice secondo il suo modesto parere aveva aggiunto inoltre che la causa del nervosismo tra i coniugi era dovuta anche dal fatto, che erano costretti a vivere in pochi metri quadri, dividendoli con la madre di Arthur, Mary Norkot, il marito della sorella, Agnes, ed John Okeman.

Una mattina la madre di Arthur, chiama la polizia avvertendoli di aver trovato il corpo morto della nuora, la polizia ritrova il cadavere sul letto, con la gola sgozzata, con accanto il figlioletto che dorme tranquillo accanto al corpo senza vita della madre, che ovviamente è in un bagno di sangue. Vicino alla porta della camera da letto, dove è avvenuto l’omicidio-suicidio, viene ritrovata un’arma, un coltellaccio da cucina coperto ovviamente di sangue.

Continua…

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